di Gabriella Poli

Ho sempre considerato per me un privilegio trattare le persone anziane con lo Shiatsu. Le persone anziane sono persone molto speciali: esse hanno spesso sviluppato una saggezza interiore che viene dalla loro lunga esperienza di vita, dall’aver vissuto almeno un terzo della loro esistenza.  Sono spesso molto comprensive: sono passate attraverso così tanti eventi, conoscono così tanto della vita e quanto difficile essa possa essere, che tendono a non giudicare il comportamento delle altre persone ma ad avere una profonda comprensione del modo in cui queste vivono la propria vita. Gli anziani di solito sono interiormente liberi in quanto hanno realizzato la maggior parte dei loro piani di vita e portato a termine la maggior parte dei loro impegni familiari e di lavoro.  Hanno tempo: un lusso oggigiorno.

Abbastanza spesso tuttavia si sentono scomodi e fuori posto, a volte inadeguati, perché le persone e l’ambiente intorno a loro sono cambiati così tanto e così velocemente negli ultimi 20 o 30 anni: il ritmo della vita è aumentato in modo drammatico, i valori sono cambiati, le abitudini sono cambiate, così come è cambiato l’atteggiamento delle persone verso di loro. La tecnologia ha portato una vera rivoluzione nelle comunicazioni: computer, cellulari, iPhones, iPads, ecc. ecc..  Gli anziani si sentono spesso soli e separati in questa realtà anche perché non hanno più la stessa forza e la stessa vitalità di un tempo.

Infatti, anche i loro corpi hanno una lunga esperienza di vita e, mentre le loro qualità spirituali si affinano sempre di più, la loro parte fisica comincia ad avere qualche disagio.  Da un punto di vista più ampio, si stanno preparando per il grande passaggio: si stanno piano piano preparando per andare dove non avranno più bisogno del loro corpo, ma dove andranno solo il loro spirito e la loro essenza.

Le persone anziane apprezzano molto i nostri trattamenti.  Sono particolarmente sensibili al contatto che noi stabiliamo attraverso il “tocco amorevole” specifico dello Shiatsu;  danno valore al fatto che li ascoltiamo, che abbiamo una profonda considerazione per le loro esigenze e per i loro disagi, e, se del caso, per la loro sofferenza. Essi apprezzano soprattutto il fatto di essere contattati quali esseri umani nella loro unità di corpo/mente/spirito.  E di solito hanno grandi benefici dalle sedute di Shiatsu.

Per lavorare con loro, per ciò che essi sono e per come sono, abbiamo bisogno di strategie e strumenti specifici;  dobbiamo inoltre avere un grande rispetto, compassione, comprensione e a volte pazienza.

Nella mia esperienza uno degli strumenti più importanti nel lavoro con gli anziani è la qualità del tocco. Come detto prima, essi hanno dei corpi che hanno vissuto a lungo, perciò spesso ossa fragili, articolazioni doloranti, limitazione nelle possibilità di movimento, a volte protesi del ginocchio o dell’anca.  Dobbiamo quindi usare con loro, più che con qualsiasi altra persona, un tocco molto espanso: profondo e delicato allo stesso tempo, un tocco che non “preme” ma che stabilisce un contatto profondo con l’energia che fluisce nei meridiani e che risuona in tutto il loro corpo e in tutto il loro sistema energetico.

Questo tocco, questo appoggio deve venire dal nostro Hara, da tutto il nostro corpo:  non è solo la nostra mano, il nostro pollice che tocca una parte del loro corpo, ma siamo “noi”, tutto il nostro corpo, tutto il nostro sistema energetico ad entrare in contatto con tutto il loro sistema. Questo tocco richiede una prevalenza della fase di espansione quando ci appoggiamo, un’espansione che viene dall’essere allineati tra Cielo e Terra, dall’avere il corpo rilassato, le articolazioni aperte e rilassate, la mente calma ed il cuore aperto.

Quando anche questo tocco così espanso può risultare doloroso o pericoloso, io utilizzo la proiezione del Ki:  posso intenzionalmente canalizzare la mia energia attraverso le mani ed entrare in contatto con l’energia dei meridiani senza usare il peso del corpo.

Esistono altri due strumenti che io ritengo molto efficaci quando lavoro con le persone anziane e sono  il modeling ed il mindset.

Quando parlo di modeling intendo dire che io stessa posso diventare un “modello energetico” per il ricevente attraverso il modo in cui organizzo ed utilizzo la mia energia in tutto il mio sistema (corpo/mente/spirito).  Se ad esempio sento che il ricevente ha bisogno di più spazio nelle sue articolazioni, aprirò e creerò spazio nelle mie articolazioni (attraverso un movimento del corpo, o un’idea, un’immagine, un suono, ecc.).  Questa apertura nel mio corpo risuonerà in tutto il mio sistema energetico e allo stesso tempo creerà una risonanza nel sistema energetico del ricevente: è come se io gli mostrassi come ci si sente ad avere delle articolazioni rilassate.

Oppure, se l’informazione che ricevo attraverso il contatto mi dice che il ricevente ha bisogno di calma, silenzio o pace, allora io farò risuonare queste qualità nel mio sistema energetico, così che il ricevente possa recepire questa “offerta”, questo “suggerimento” attraverso la risonanza tra i nostri due sistemi.

Con il mindset io uso in modo consapevole la mia mente, i miei pensieri, la mia intenzione.  Sappiamo tutti che “la mente guida il Ki”, e quindi quello che penso durante il trattamento  passerà attraverso il mio tocco:  ad esempio posso offrire al ricevente un’immagine o un’idea di rilassamento, di calma, di pace, ecc..  Attraverso il mio tocco posso suggerire:  “prova a sperimentare il piacere di un rilassamento profondo, di essere calmo ed in pace e osserva come ti ci trovi”.

Attraverso il  modeling ed il mindset amplifico l’effetto del mio tocco, e ciò può essere molto utile quando gli anziani hanno dolore, infiammazione o movimenti limitati, oppure  quando hanno “dimenticato” alcune delle loro possibilità di vita e non stanno utilizzando le funzioni dei meridiani in tutto il loro potenziale.

Nella mia esperienza il rilascio della fascia costituisce un altro strumento estremamente efficace e di grande aiuto nel lavorare con le persone anziane.

Fascia è il termine generalmente utilizzato per designare il tessuto connettivo.  Può anche essere chiamato “collagenous network”,  o “connective tissue webbing”, oppure come lo definisce Gray’s Anatomy “matrice extracellulare” (Thomas W. Myers: Anatomy Trains) .

La peculiarità della Fascia risiede nel fatto che essa è costituita un unico foglio che, come una rete tridimensionale senza interruzione, attraversa tutto il corpo dalla testa ai piedi. Essa ricopre ossa, muscoli, organi, nervi, vasi, ecc., fino a livello cellulare.

Da “Energy Medicine – The Scientific Basis” di James L. Oschman

“…..Tutti i grandi sistemi del corpo – circolazione, sistema nervoso, sistema muscolo scheletrico, digerente, i vari organi e ghiandole—sono ricoperti da un materiale che altro non è che una parte del foglio continuo del tessuto connettivo.

I tessuti connettivi formano un continuum meccanico, che si estende attraverso il corpo animale, perfino alle parti più interne di ogni cellula.

I tessuti connettivi determinano la forma complessiva dell’organismo così come l’architettura dettagliata di ogni sua parte.

Tutti i movimenti del corpo nella sua totalità o di tutte le sue parti più piccole, sono creati dalle tensioni trasportate attraverso il foglio del tessuto connettivo”…..

La restrizione della fascia può essere causata da qualsiasi tipo di trauma o stress non risolto: stress fisici, emotivi, mentali e spirituali possono agire sulla fascia e creare una “restrizione” di uno o più dei livelli energetici della persona provocando dolore e malfunzionamento in tutto il sistema.

Il tessuto connettivo, da un punto di vista energetico, è un elemento di grande rilevanza in quanto  è profondamente interconnesso sia con le nostre strutture più dense, quali ossa, muscoli, legamenti, ecc., sia con le strutture energetiche più espanse dei livelli emotivo, mentale e spirituale.

Il rilascio della fascia può costituisce quindi un altro validissimo strumento per trattare le persone anziane, in quanto da un lato permette il ritorno delle loro strutture più dense al loro normale range fisiologico, alleviando il dolore e migliorando la quantità e la qualità del movimento e della funzione, dall’altro permette alle loro strutture energetiche più espanse (livelli emotivo, mentale, spirituale) di ritornare alla normale potenzialità vibrazionale, rendendo spesso possibile l’emergere di patterns emotivi o di “belief systems” che non sono più attinenti al presente e che limitano il loro potenziale di vita.

Caratteristica propria della Fascia è infatti quella di “registrare” ed “intrappolare” l’energia collegata a vecchi traumi emotivi o a vecchi “belief systems” relativi ad esperienze negative del passato.

Questo lavoro si rivela così indicato per le persone anziane anche perché per rilasciare la fascia noi non facciamo pressione, non ci appoggiamo, ma mettiamo semplicemente le nostre mani sulla parte del corpo dove la fascia è ristretta, ascoltiamo, ci sintonizziamo e seguiamo il movimento della fascia verso il suo rilascio. In questo modo possiamo trattare gli anziani anche in caso di dolore acuto o di infiammazione e cioè quando la pressione non sarebbe appropriata o potrebbe essere pericolosa. Possiamo anche trattare parti delicate del loro corpo, come ad esempio il collo, dove possiamo fare un lavoro molto profondo per aiutare a ricreare lo spazio fisiologico tra le vertebre o a rilasciare muscoli e legamenti, senza muovere il collo o stirarlo ma soltanto tenendolo tra le nostre mani e seguendo il rilascio della fascia.

Vorrei anche menzionare altri due modalità che trovo importanti quando si lavora con gli anziani.  Per prima cosa penso che sia molto più sicuro e comodo per loro se usiamo un lettino.  E’ più facile per loro sdraiarsi e rialzarsi, specialmente se hanno dolore o limitazione nei movimenti; inoltre il fatto di essere trattati sul futon proviene da un’altra cultura e rappresenta un’idea assolutamente nuova per le persone anziane che sono abituate al lettino dei medici e dei fisioterapisti. In secondo luogo può essere una buona idea seguire una routine nel trattamento: in questo modo esse sapranno sempre che cosa avverrà in un momento successivo e quindi potranno rilassarsi più facilmente e sentirsi più tranquilli perché “non ci saranno sorprese”.

Un’ultima considerazione. La mia Maestra Pauline Sasaki distingueva quattro componenti o fasi in un trattamento Shiatsu:  Movimento, Controllo, Sostegno, Mantenimento.

Naturalmente queste fasi non sono separate ma sempre interconnesse e nessuna di loro può esistere da sola.  Tuttavia possiamo osservare una prevalenza di una o due di queste rispetto alle altre oppure possiamo creare noi una prevalenza se lo riteniamo utile.

Il Movimento si riferisce al movimento fisico: quando noi muoviamo il nostro ricevente, facciamo rotazioni, stiramenti, mobilizzazioni, ecc..  Quando lavoriamo con le persone anziane, la fase movimento  non è molto presente nei nostri trattamenti: di solito non facciamo molti stiramenti o rotazioni, ecc. perché potrebbe essere rischioso, doloroso o semplicemente non comodo per loro.

Il Controllo si riferisce al mindset, all’intenzione, al modeling: quando, come già accennato, usiamo il nostro pensiero come una tecnica per fare una proposta, un’offerta, per dare un suggerimento al sistema energetico del ricevente, oppure quando usiamo il modo in cui organizziamo la nostra energia per diventare noi stessi un modello per il nostro ricevente.  Questa fase è invece molto presente quando lavoriamo con le persone anziane che di solito rispondono molto bene al nostro tocco usato per comunicare con un linguaggio fatto di vibrazioni.

Parliamo di Sostegno quando ascoltiamo il nostro ricevente e sosteniamo la sua energia in quello che sta facendo in risposta alle fasi di movimento e/o di controllo. Con le persone anziane

il Sostegno, così come il Controllo sono molto presenti, in quanto noi dobbiamo essere molto attenti a non iper-stimolarli, a non dare loro troppi inputs, ma dobbiamo invece lasciare loro tutto il tempo e lo spazio di cui hanno bisogno per reagire.

Chiamiamo Mantenimento la fase nella quale diamo al ricevente tutto lo spazio di cui ha bisogno per integrare qualsiasi movimento o cambiamento sia avvenuto nel suo corpo e in tutto il suo sistema energetico. Siamo consapevoli che la loro energia possiede una sua propria intelligenza e sa come integrare nel modo migliore gli inputs del nostro lavoro. Il Mantenimento è una fase molto preziosa: siamo totalmente nell’ ”essere e non fare”:  siamo presenti, teniamo lo spazio per il nostro ricevente e siamo testimoni del movimento della sua energia verso il benessere.

Per concludere, trattare le persone anziane può essere un lavoro molto affascinante e molto intenso e profondo perché andiamo a toccare la vita nella sua espressione più matura e ciò costituisce un’esperienza estremamente arricchente, un altro dei tanti doni che lo Shiatsu ci offre.

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