Un saluto di Benvenuto!

A chi si avvicina ora allo Shiatsu, e alla nostra Scuola, va il nostro saluto di benvenuto! Nonostante questo sia il ventitreesimo anno di vita del nostro Istituto di Formazione, ogni nuovo inizio troviamo rinnovate le nostre energie per diffondere questa bellissima arte per la salute. Solo l’impegno costante di tutte le persone che incontrerete “a scuola” (come noi un po’ nostalgicamente la chiamiamo) permette di portare avanti una così bella avventura, di viverla giorno dopo giorno, stando a contatto con tanta gente che ha voglia d’imparare un qualcosa che è ben più di un mestiere, molto di più!
Oggi come oggi, studiare per diventare un Operatore Shiatsu vuol dire scommettere su sé stessi, sulla propria capacità di imparare e rinnovarsi. È un mettersi in gioco, che inizia dal tornare a prendersi cura di sé, mentre si studia come fare Shiatsu sulla schiena di un’altra persona… che passa per la ricerca di una nuova considerazione dei rapporti interpersonali, mentre si studiano i Meridiani (percorsi) di Medicina Tradizionale Cinese e gli aspetti della vita a loro collegati… fino a rendersi conto di saper fare Shiatsu, accorgendosi in quel preciso momento di essere sulla strada di “casa”.

– Se la guarigione ha a che fare con l’essere “interi”, allora ogni espressione dell’essere richiede riconoscimento, incluso ciò che non piace. La maggior parte di noi si maschera, e lo fa nella convinzione di non essere accettabile così com’è. Ci sono dunque parti di noi che restano escluse dal tutto; parti che non possono esprimere l’essere nel ventre del mondo. Le nostre malattie nascono e crescono sulla nostra incapacità di riconoscere noi stessi, sul nostro non accorgerci che siamo già “a casa” mentre ne andiamo in cerca. Se noi facciamo consapevolmente lo sforzo di portare un altro essere umano a visitare i nostri spazi nascosti, quegli spazi che non riconosciamo come nostri, allora, nel momento in cui apparirà il nostro “segreto”, noi rietreremo interamente in noi stessi. La persona a cui permetteremo l’accesso, il nostro intimo compagno di viaggio, non ci donerà né ci toglierà nulla, ma seguirà i nostri passi, silenzioso e leggero. La guarigione è la scoperta del sé. È ritornare, rincasare, recuperare le nostre parti perdute. –

Dianne M. Connelly